Perché alcuni gatti neri si chiamano Behemoth?
A volte capita di incontrare un gatto nero di nome Behemoth. E chi conosce il riferimento, lo capisce subito. Quel nome non arriva da una leggenda, ma dalla letteratura. Molto prima che i gatti imbronciati diventassero famosi su internet, Michail Bulgakov ci aveva già regalato Behemoth: un gigantesco gatto nero con una pistola, una scacchiera e un debole per la vodka. Nato tra le pagine de Il Maestro e Margherita, Behemoth non è certo un gatto qualunque.
Il nome Behemoth proviene dal Libro di Giobbe nell’Antico Testamento, dove è descritto come una bestia primordiale dotata di una forza travolgente. Indomabile, misteriosa, creata da Dio come controparte del Leviatano. Non del tutto mitica, ma neppure del tutto reale. Nel tempo, behemoth è diventato sinonimo di qualcosa di immenso e inarrestabile. Non indica solo un essere, ma una forza: grezza, antica, elementale. Bulgakov riprese quel nome e ne capovolse l’immagine, trasformando un mostro biblico in un gatto nero brillante e armato.
Behemoth cammina su due zampe, ridicolizza i burocrati, beve nei caffè e dà fuoco ai teatri. È un demone in forma di gatto, compagno del Diavolo, eppure resta sempre e comunque un gatto.
Il Maestro e Margherita fu scritto negli anni Trenta in Unione Sovietica, ma venne pubblicato solo negli anni Sessanta, dopo la morte di Bulgakov. A lungo censurato in tutto il blocco orientale, il romanzo divenne un libro di culto. La prima edizione completa e non censurata uscì in Francia nel 1967, pubblicata da YMCA Press, a partire da manoscritti trafugati clandestinamente dall’URSS. C’è chi lo rilegge più volte, e chi non ne ha mai sentito parlare. Ma chi incontra Behemoth, non lo dimentica più.
Perché ci affascina tanto? Forse perché, sotto la follia e la provocazione, si comporta proprio come un gatto vero: imprevedibile, teatrale, perfettamente padrone della propria storia. Non è tenero né remissivo. È intelligente, sicuro di sé, guidato dall’istinto e dall’appetito.
Behemoth ci ricorda che i gatti non sono cani in miniatura. Sono indipendenti, complessi, spesso più selvatici che addomesticati. In 3coty® crediamo nel rispetto di questa natura profonda, e tutto inizia dall’alimentazione. Niente trucchi, niente riempitivi, niente compromessi. Solo carne, perché nemmeno i gatti leggendari scendono a patti.
Un gatto nero non è mai solo un gatto nero. Nella finzione come nella vita, porta con sé una forza particolare: mistero, carattere, significato. Behemoth sarà anche una parodia, ma è soprattutto un omaggio. Al gatto che osserva, che aspetta, che segue la propria strada. Quello che domina la stanza dal momento in cui entra.
Hai letto Il Maestro e Margherita? Oppure stai conoscendo Behemoth per la prima volta? Raccontacelo.
Lo sapevi?
I gatti neri vengono celebrati in tutto il mondo in date diverse, alcune ufficiali e altre meno. Il 17 agosto e il 27 ottobre possono comparire nel tuo calendario. Queste giornate rendono omaggio al mistero, alla forza e alla storia spesso fraintesa dei gatti neri. Proprio come Behemoth, ci ricordano che i gatti non sono mai ordinari. Per chi vive con un gatto nero, ogni giorno può essere la Giornata del Gatto Nero.
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